Intervista a Claudia, la designer di Guardastelle Handmade

da | 20 Ottobre 2020 | Artigiani Italiani

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Instagram può essere un posto molto bello, basta utilizzarlo con coscienza e seguire le persone giuste. Quando ho cominciato ad interessarmi alla vasta community delle artigiane (uso il femminile perché per la grandissima maggioranza si tratta di donne), ho scoperto quasi subito il brand Guardastelle Handmade.

I suoi capi mi sono piaciuti subito, ma il bello di Instagram è che è possibile conoscere la persona che ha immaginato e creato questi capi. In questo caso parliamo di Claudia, una delle persone più simpatiche e piacevoli che ho conosciuto online. Ieri è uscita la sua collezione autunno inverno, e per l’occasione è stata così gentile da rispondere alle mie domande per conoscere meglio lei e il suo brand. Troverete poi alcune foto dei miei look preferiti.

Guardastelle
guardastelle gonna
Particolare
Pantalone

Per prima cosa ti chiedo il motivo del nome della tua sartoria, come mai Guardastelle?

Il nome della mia attività mi è apparso, dopo tanti tentativi, nel modo più banale di tutti: ascoltando la radio. Guardastelle è una canzone di Bungaro. Canzone che peraltro non rispecchia nemmeno i miei gusti musicali ma il testo l’ho apprezzato molto e mi piace l’idea e il ricordo delle sensazioni che si hanno nell’osservare il cielo di notte. Ma c’è di più, mi sentivo la “Guardastelle”, una guardiana delle mie stelle intese come le idee, i sogni che coltivavo e che ora combatto per rendere realtà in forma di abiti per tutte le donne. Guardastelle guarda i corpi delle donne come fossero stelle. Tutti unici, nessuno sbagliato.

Quando hai deciso di fondare la tua sartoria? So che hai lasciato il posto fisso, una scelta super coraggiosa!

L’idea di aprire una mia attività è nata nell’estate 2018 durante una vacanza con mio marito e mia figlia. Ho sempre avuto una grande passione per la moda e la sartoria e stavo frequentando un corso di modellistica professionale da più di un anno. La manualità e la creatività mi facevano stare bene e mi permettevano di realizzare abiti perfetti per la mia fisicità. Quando la gente ha iniziato a fermarmi per strada per sapere dove avessi comprato il tale abito o la tale gonna, capii che forse sarebbe stato il caso di mettere a disposizione di chi le volesse le creazioni che fino ad allora erano solo appese nel mio armadio. E poi c’è una motivazione molto più profonda e personale. L’insopportabile pesantezza di sapere che posso fare qualcosa di mio e che il lavoro negli uffici non mi faceva sentire libera di perseguire. C’è voluta una malattia occorsa durante la gravidanza e protrattasi oltre la nascita di mia figlia per permettermi di capire che la mia bambina aveva bisogno di una mamma che fosse anche un esempio di coraggio, forza d’animo e soprattutto resilienza. In realtà riferendomi al ‘coraggio’, credo che sia più spaventoso vivere una vita sicura ma piena di frustrazioni che rischiare di essere libere di perseguire i propri sogni.

Handmade Clothes for Every Body, questo è lo spirito che regola le tue creazioni. Ci spieghi meglio la tua filosofia?

Il fast fashion ti impone di adeguare il tuo corpo ai vestiti, ma ognuna di noi è diversa ed è ingiusto doversi sentire inadeguate perché i canoni della moda sono riservati a chi ad essi si sacrifica o più semplicemente, a chi ha la fortuna di avere una struttura fisica adeguata. Io non ho un corpo perfetto ed è frustrante andare nelle grandi catene e sentirsi sbagliata per comprare un capo a basso prezzo che dura una stagione o poco più. Non sapete quante volte ho provato delusione non riuscendo a trovare per me “quel pantalone che mettono tutte”. Grazie alla sartoria ho scoperto che quel pantalone non mi stava bene perché è standardizzato ed è questo che mi piace meno di tutto. Io non sono standardizzata, non sono everybody. Per questo ho spezzato la parola. Tante mie clienti dicono ‘a me questo capo non sta bene’. Poi lo provano della loro taglia, e intendo taglia reale, sartoriale, e si rendono conto che non sono i loro corpi a essere sbagliati ma è l’industrializzazione che ha dettato le regole sulle taglie che mortifica la loro fisicità. Noi donne, specie in quest’epoca che a passi sempre più lunghi comincia a celebrare la body diversity, meritiamo una qualità della vita a tutto tondo. E questo inizia dal sentirsi giuste in qualsiasi abito. Uno che ci rappresenti e che ci accompagni nel tempo, sulla strada che scegliamo di perseguire. In pratica, vorrei rendere la vita delle mie clienti più facile, più bella, più spensierata. Valorizzando i loro corpi come avrei sempre voluto succedesse per il mio. Ma se volevo tutto questo, dovevo farlo da me. Così ho preso ago e filo e non ho più smesso.

Quando crei una nuova collezione, come ti ispiri? hai delle icone? Quali sono le ispirazioni per questa collezione?

Non mi piace definire le mie creazioni parte di una vera e propria ‘collezione’, mi piacerebbe andare oltre a questo concetto che fa parte del tipico sistema moda e pensare di creare qualcosa che vada bene in quel determinato periodo o stagione e proporlo nei tempi giusti. Non maglioni ad agosto o canottiere a febbraio per intenderci. Di solito lascio che sia l’istinto a guidarmi. Penso che sia un’alchimia speciale fra l’esperienza maturata negli anni e la capacità di lasciar libero l’inconscio di continuare il lavoro che scaturisce da un’intuizione. Faccio, poi aggiusto il tiro. Quello che cerco sempre di proporre è un guardaroba libero e destrutturato, femminile ma non stucchevole, adatto a donne di qualsiasi età. Una sorta di eleganza rilassata che si rispecchia nelle linee pulite e nella qualità dei materiali. Le caratteristiche imprescindibili sono l’importanza delle lavorazioni artigianali e la ricerca dei tessuti, due caratteristiche tipiche del made in Italy di cui dobbiamo andare fieri.

Hai un consiglio per chi come te è artigiana e vuole lanciare il suo marchio?

Impegnarsi, studiare, sognare, realizzare, differenziarsi e rischiare. Ma al di là delle belle parole, è l’azione che rende tutto vero. Va bene pianificare, pensare, parlarne, confrontarsi, ma il primo vero passo è quando si fa. Se dovete provarci, andate fino in fondo e mettetecela tutta.

Grazie mille Claudia! Vi lascio qui il link al suo shop e qui il link a l suo profilo Instagram.

Look
Guardastelle2
Palazzo
Look2

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