Minimalismo: come cominciare ad approcciarsi a questa filosofia anche se pensi che non faccia per te

da | 17 Giugno 2021 | Moda sostenibile

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Parlare del minimalismo non è facile, perché significa dover parlare di molte cose tutte assieme e soprattutto di come oggi le persone lo percepiscono, della società, dell’estetica minimalista e della filosofia (che sono due cose diverse). In questo articolo parleremo del minimalismo, di come è nato e come la moda poi lo ha sviluppato. Del successo che sta vivendo nei giorni nostri e di come provare a metterlo in atto anche se non si ama l’estetica minimalista che va per la maggiore ultimamente. Per intenderci, case spoglie, muri bianchi, armadi con 3 vestiti in croce appesi, di solito uno nero, uno bianco e uno grigio. Che va benissimo se vi piace questa estetica ma potrebbe allontanare molti altri.

Trovo infatti che ci siano molte persone che rifiutano a prescindere il minimalismo perché si ritengono “massimalisti”, secondo me sono semplicemente allontanati non tanto dalla filosofia in sé ma da questa estetica che sembra essere l’unico modo di approcciarsi al minimalismo quando invece la filosofia minimalista è molto di più e soprattutto può portare tantissimi benefici.

Quando mi trovo in difficoltà nel trasferire su carta dei pensieri ingarbugliati io parto sempre dalla storia. Un ordine cronologico di solito mi aiuta a trovare prima il bandolo della matassa.

MINIMALISMO: NASCITA, ARTE E ARCHITETTURA

Il minimalismo nasce come corrente artistica negli anni ‘60 e ‘70 negli Stati Uniti. Si tratta della risposta alla Pop Art, ai suoi colori squillanti, al suo caos. Il minimalismo quindi per contrasto adotta forme pure e i colori neutri, soprattutto il bianco e il nero. Il motto, poi diventato enormemente famoso, della corrente Minimal è “Less is More”, coniato dall’architetto Mies Van Der Rohe, dal titolo del suo manifesto. Tutto quindi va ridotto all’essenziale, non per vivere di privazioni ma per trovare invece il vero piacere, la vera libertà.

STILE MINIMAL NELLA MODA

Se lo stile Minimal nasce nell’arte e nell’architettura in risposta alla Pop Art, nella moda arriva negli anni 90, in risposta ai fasti degli anni ‘80. Sovraesposti a così tanta sensualità e provocazione, si ritorna al suo opposto. Forme semplici, colori neutri (bianco e nero certo, ma anche il blu e il beige). Non ci sono texture complesse, non ci sono applicazioni. Il taglio diventa fondamentale, le linee sono strutturate e geometriche. Arriva la sovrapposizione di più strati. Addio alle supermodelle sensuali lanciate da Versace e benvenuta all’androgina Kate Moss.

Quando si parla di moda minimal non si può non citare Helmut Lang, lo stilista che meglio ha saputo rappresentare questa visione. Lang è austriaco e proprio il successo avuto nel suo paese negli anni ‘70 lo spinse a lanciare il suo marchio a Parigi alla fine degli anni ‘80. Lang è stato uno dei principali attori della corrente minimalista nella moda negli anni ‘90, le sue linee erano sobrie, severe, i colori neutri. Cercava uno stile senza tempo, era perfetto per quel momento storico. Alla fine degli anni ‘90 si trasferì a New York e nel ‘98 fu il primo a lanciare la sua collezione online, precorrendo di molto i tempi. In seguito il marchio fu venduto a Prada e, perso il pieno controllo creativo, Lang decise di ritirarsi dalla moda nel 2005 e da allora si dedica alla sua carriera da artista.

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Helmut Lang A/I 1997
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Helmut Lang A/I 1998

Altri stilisti che hanno interpretato lo stile minimal negli anni 90 sono Prada, Calvin Klein, Jil Sander, Ann Demeulemeester. Poi abbiamo la corrente giapponese con Yamamoto e Kawakubo.

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Prada 1998
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Calvin Klein 1997

Lo stile minimal non ci dice quanti capi sarebbe meglio avere. Si limita a proporci un’estetica. La stessa estetica che possiamo vedere nell’arredamento di interni, ad esempio. Diamo per scontato che una casa minimalista abbia le pareti bianche e spoglie, i mobili bianchi, alcuni accenni in legno. Attenzione a non confondere l’estetica con la filosofia però. La casa di qualcuno che segue la filosofia minimalista può essere di ogni tipo, così come l’armadio.

Ma andiamo a vedere un po’ meglio questa filosofia minimalista, o almeno quello che per me è fondamentale.

LA FILOSOFIA MINIMALISTA

Quello che amo e che ho fatto mio della filosofia minimalista è questo concetto: cerchiamo di vivere essendo circondati da valore. Il numero esatto di cose che possediamo non deve essere uguale per tutti. La cosa importante è che le cose che possediamo abbiano del valore, deciso in base al loro effettivo utilizzo nella vita di tutti i giorni oppure dalla felicità e dal piacere che ci portano. Non è detto che per abbracciare la filosofia minimalista dobbiamo rinunciare al colore sulle pareti e nei vestiti. Non è detto che dobbiamo possedere per forza un determinato numero di oggetti. Non è detto che le nostre case debbano essere tutte uguali.

La filosofia minimalista ci dice che gli oggetti devono avere uno scopo perché così lasceranno spazio a quello che realmente ci porta felicità: il tempo con le persone che amiamo, le attività che sono importanti per noi, la conoscenza di noi stessi per riuscire a vivere la vita che preferiamo. Non si parla solo di oggetti, ma anche di tecnologia, di alimentazione, dello stile di vita in generale.

Quando decidiamo di abbracciare una qualsiasi filosofia o modo di vivere è importante farlo con intenzionalità. Dobbiamo essere capaci di sviluppare un nostro gusto, delle preferenze che siano compatibili con noi e con la nostra personalità. Questo oggi è diventato particolarmente difficile perché siamo continuamente esposti a immagini e comunicazioni in ogni forma che ci dicono che cosa ci dovrebbe piacere e cosa dovremmo comprare. In mezzo a così tanto rumore non sentiamo più la nostra voce.

Il fatto che nuovamente stiamo assistendo ad un grande successo del minimalismo non è casuale. Siamo sommersi da cose, voci, opinioni e contenuti. Abbiamo tutto quello che vogliamo in grande quantità e molto velocemente. La nostra vita è costellata da desideri di oggetti, desideri che vengono esauditi ancora prima che riusciamo a metterli davvero a fuoco. Il fatto che tutto questo sia arrivato a dei livelli così alti ha portato al successo del minimalismo, non più solamente come estetica ma come modo di vivere.

E ALLORA?

E allora vogliamo una soluzione rapida e indolore per ritrovare noi stessi, ed è così che il minimalismo diventa una moda. Nel processo di diventare tendenza alla filosofia minimalista si è sovrapposta l’estetica. Facendoci credere che ci sia un solo modo di essere minimalisti, ovvero eliminando la gran parte dei nostri vestiti, buttando tutto quello che non ci serve, tenendo un esemplare per oggetto, avendo superfici libere da soprammobili.

Il minimalismo per funzionare deve partire da delle domande che ci facciamo, da un desiderio autentico che sia solo nostro, dal nostro gusto personale. Si deve adattare a noi e alla nostra vita. Quando leggo di sfide come “butta un oggetto al giorno per un mese” oppure il primo del mese butta una cosa, il 2 butta due oggetti e così via penso che non sia la strada giusta. Il gesto di buttare qualcosa deve farci pensare: deve essere difficile perché non possiamo solo gettare un oggetto e dimenticarci di lui. Dobbiamo impegnarci per riciclarlo oppure donarlo o magari venderlo. Solo mettendo fatica anche nel gesto di disfarci delle cose capiremo quanto siano ingombranti e cominceremo a scegliere oggetti di valore. Anche solo per non fare più tutto quel lavoro!

Non cadiamo poi però nella scusa di dirci: per me tutto ha valore. Tutti questi vestiti che non metto da anni hanno un valore per me. Tutto questo make-up che non uso ha valore per me. Forse allora il problema è dentro di noi, ovvero facciamo fatica ad attribuire in primis il valore a noi stesse e quindi lo cerchiamo nelle cose perché sentirci circondate da cose ci fa sentire meglio. In realtà ci sta solo impedendo di fare spazio, di essere più libere e capaci di mettere a fuoco sul serio quello che ci serve e ci interessa e ci piace.

COSA HO MESSO IN PRATICA NELLA MIA VITA

Io penso che il minimalismo possa aggiungere davvero valore alle nostre vite, di seguito trovate come lo uso io in determinati ambiti, nel caso vi possa servire da ispirazione. Ma ricordate che per voi potrebbero valere regole differenti.

TECNOLOGIA

Ho eliminato dal telefono le app che non uso, ho tolto le notifiche al 99% di loro (passaggio che vi consiglio assolutamente), mi sono disiscritta da liste mail che non mi servono, uso i social con un tempo limitato (smetto quando mi rendo conto che sono passati 15 minuti) e mai prima di andare a dormire.

INFORMAZIONE

Ho deciso le fonti di informazione di cui mi fido e seguo solo quelle. Sono Il Post (con la novità del podcast mattiniero di Francesco Costa di cui sono diventata immediatamente fan), e Breaking Italy su YouTube. Non sono abbonata a L’Internazionale ma lo reputo un’ottima fonte. Cerco sempre di formarmi un’opinione mia e prima di condividerla (solo se è il caso) faccio passare sempre un po’ di tempo.

FORMAZIONE

Seguo solo le persone che reputo competenti, sono poche ed è giusto che sia così. Se mi rendo conto che quello che mi dicono mi sta influenzando troppo, facendomi venire paura di provare e sbagliare ad esempio, smetto di seguirle.

ABBIGLIAMENTO

Ho ridotto molto il guardaroba negli anni, ma non è il guardaroba di una minimalista. Lo sapete, la moda è la mia passione quindi capita spesso che gli oggetti che desidero siano vestiti e accessori. Prima di acquistare ci penso, certo, ma è la categoria che mi rende più felice in assoluto. La pratica del minimalismo che ci suggerisce di circondarci solo di oggetti di valore mi ha aiutata a definire il mio stile e il mio gusto.

BEAUTY

Questa è stata la categoria nella quale il minimalismo ha avuto più impatto per me. Ero una collezionista di make-up, adoro la cura della pelle e per molto tempo il mio sogno più grande era avere la carta gold di Sephora. Ho ridotto di moltissimo la mia collezione, seguendo la regola di ricomprare un prodotto solo quando lo finisco. Non compro più rossetti ad esempio e ho ricomprato una mini palette di ombretti solo quando la precedente è effettivamente finita. 5 anni fa sarebbe stato impensabile per me.

Ci tengo però a rimarcare il fatto che queste non sono regole che vi sto dando, sono solo la descrizione di quello che funziona per me. Se volete approfondire il minimalismo, leggete, informatevi e mettete in pratica facendo dei tentativi. Createvi le vostre regole cucite su di voi, così diventerà un’abitudine e davvero il vostro stile di vita.

Spero che questo lungo articolo vi sia piaciuto e non vi abbia troppo annoiati!

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